C’è un momento preciso in cui un museo smette di essere un custode del passato e diventa un laboratorio per il futuro. Al MUMA di Milazzo questo miracolo si compie quando il mare ritrova la sua voce tra la frenesia delle nostre vite. La seconda edizione de” Il Respiro del Mare” non è solo una rassegna di eventi gratuiti, ma un meraviglioso viaggio collettivo. Lo sa bene Carmelo Isgrò, biologo marino e fondatore del Museo del Mare, che ha trasformato il suo sogno in realtà.
Realizzato grazie ai fondi 8xmille stanziati dall’Unione Buddhista Italiana, in collaborazione con i patrocini comunali e L’AMP di Capo Milazzo, l’evento è un percorso di cinque giornate, dal 8 al 12 settembre 2026, pensato per far riscoprire alla comunità la bellezza della natura e l’importanza della salvaguardia ambientale nei territori che costeggiano il promontorio milazzese.
«C’è chi dice:” Come hai fatto a scarnificare 10 tonnellate di carne di capodoglio?”. Non è stato difficile. Ecco, in quel giorno io avevo già in mente il risultato finale […]»
Le parole di Isgrò rompono il silenzio che regna nel Bastione Santa Maria del castello di Milazzo, gli spettatori cercano un posto in cui sedersi armati di ventagli per cercare un po’ di tregua dal caldo di una rovente serata di inizio settembre. Qualche musicista qua e là accorda il proprio strumento, mentre il capodoglio Siso ci guarda impassibile, quasi sofferente. La nona edizione del” Milazzo Chamber Music Festival “dà il via alla manifestazione. Tra le note dei grandi maestri internazionali dell’Associazione Euterpe, i concerti “Paesaggi Sonori” e” Percorsi Poetici”, tenutesi l’8 e il 9 settembre, si fondono con la sensibilizzazione, trasformando la musica da camera in un ponte tra bellezza e natura. Ad accendere l’atmosfera numerosi musicisti di fama internazionale come: Niccolò Gaudenzi (tromba), Mario Cuva – con la straordinaria partecipazione di Virginia Indaco (pianoforte) e Adele De Guidi (flauto), Salvatore Gitto (pianoforte), David Haroutunian (violino), Giuseppe Russo Rossi (viola) e Johanna Helm (violoncello) che hanno incantato la folla sulle musiche di De Falla, Gershwin, Peskin, Ščelokov, Mozart, Schumann, Brahms, Dvořák, Chausson ed Enescu. Pochi secondi di attesa, quel poco che serve per far immergere gli ospiti in una dimensione parallela in cui Siso sembra voler prendere vita per poterci deliziare del suo canto. In questi attimi magici Isgrò conclude il suo intervento:
«Ma il risultato finale è particolare, non è quello che immaginate, ma è il maestro Gitto […] che suona sotto Siso […]. Per me oggi è un onore, insomma, poter vedere ad occhi aperti questo sogno.»
Un momento di commozione che ha toccato il cuore di tutti i presenti per lasciare spazio alle giornate successive all’insegna del divertimento rivolto a tutte le fasce d’età, dimostrando come ecologia e arte possano essere in grado di coesistere raggiungendo le corde più intime della comunità.
Nei pomeriggi del 10, 11 e 12 settembre, il festival è entrato nel vivo con attività sportive e artistiche arricchite dalla presenza di grandi professionisti.
Giovedì 10 le Terrazze del MUMA hanno ospitato un laboratorio di pittura aperto ai più giovani affidato all’artista barcellonese Rosa Stramandino. In questa occasione i bambini hanno potuto esprimere il loro legame con il mare e la natura attraverso la loro vivacità e immaginazione. Non una semplice attività artistica, ma un vero percorso educativo che permette di stimolare la sensibilità ecologica sin dall’infanzia, insegnando che la tutela dell’ambiente nasce dall’ascolto delle nostre emozioni. Al calar del sole l’attenzione si è spostata sulla terrazza del museo per un’esperienza guidata da due pratiche fondamentali: lo Yoga – inteso come unione profonda tra corpo, mente e natura circostante – e il Pranayama, l’antica arte del controllo del respiro. Accompagnati dal suono del silenzio e cullati dalla brezza, i partecipanti hanno vissuto un momento di riconnessione con la flora limitrofa. L’iniziativa ha così dimostrato che “Il Respiro del Mare” non è soltanto un titolo evocativo, ma un vero e proprio invito a ritrovare il proprio ritmo vitale in sintonia con l’ecosistema marino. Venerdì 11 Carmelo Isgrò ha tenuto delle lezioni di vela a bordo di “Cassiopea”, lo storico prototipo in legno del 1972 che un tempo dominava le regate internazionali in Francia. Grazie al supporto del progetto SEA BEYOND di Prada e UNESCO-IOC, la barca è diventata un’aula galleggiante dotata di microscopi e idrofoni. In un post su Instagram il ricercatore ha condiviso la sua gratitudine e il suo entusiasmo nel vedere così tanti piccoli al timone:
«Sapete perché mi piace vedere i bambini a bordo di Cassiopea? Perché saranno loro a condurla in futuro. Contro ogni previsione immagino un futuro bellissimo!»
E poi un tuffo in acqua con Alessia Zecchini, leggenda mondiale dell’apnea, che ha accompagnato i partecipanti in uno snorkeling biologico nelle acque trasparenti delle Tre Pietrazze. Infine, a coronare il programma è stata l’iniziativa beach clean-up. Volontari, giovani e famiglie armati di buona volontà e guanti si sono rimboccati le maniche per catalogare e rimuovere rifiuti e plastiche spiaggiati sul litorale, trasformando un giorno dedicato allo sport in un gesto concreto di rispetto del territorio.
La giornata conclusiva de “Il Respiro del Mare” ha unito azione sul campo e riflessione quotidiana. La mattina, al Porto di Milazzo, il pubblico ha avuto la possibilità di salire a bordo della Sea Eagle, la nave di Sea Shepherd. Accompagnati dal presidente di Sea Shepherd Italia, Andrea Morello, i visitatori hanno potuto vedere da vicino cosa significa essere in prima linea per difendere gli oceani. Hanno toccato con mano la realtà della lotta alla pesca illegale, un impegno che non passa solo per le parole, ma per la presenza, la determinazione e la volontà di agire. Nel pomeriggio, il festival si è spostato al MuMa, dove è andato in scena il talk “Alimentazione e Compassione: amore a tavola per il pianeta e gli animali”. L’incontro, tenuto da Silvia Francescon dell’Unione Buddhista Italiana e da Andrea Morello, ha sollevato domande importanti. Come possiamo essere responsabili con il nostro pianeta, quando ogni pasto è un atto di scelta? La conversazione ha mostrato quanto la tutela del mare non possa essere separata dalla nostra tavola. Il cibo che mangiamo, le scelte che facciamo, hanno un peso reale sul mare, sugli animali e sul futuro del pianeta. La rassegna si è chiusa con un momento dolce e condiviso: una degustazione di specialità artigianali vegane a cura di Vegan e Veg, Chantilly Cafè, Silkè, Pagnotta è salute, Frangipane e Viviamo Bio.
Si conclude così questa seconda edizione con l’augurio che ce ne possano essere numerose altre in futuro. Un momento di unione ideato da un milazzese per la sua terra che ci ha permesso di fermarci, respirare e ricominciare a vivere.
Angelica Risi
